05. La Civiltà di Roma

05. La Civiltà di Roma

La Civiltà di Roma | Civica Galleria Figurino Storico
La Civiltà di Roma | Civica Galleria Figurino Storico

Roma è stata definita “caput mundi”: capitale del mondo. Infatti questa città, sorta 2700 anni fa sulle sponde del fiume Tevere, riuscì a conquistare il dominio del mondo allora conosciuto. Come fu possibile? Quando Roma sorse non era che un piccolo villaggio di pastori, ma grazie ad un esercito formidabile e perfettamente organizzato e alla capacità di diffondere la propria cultura e le proprie forme di governo, riuscì ad ottenere il controllo di un territorio straordinariamente vasto. Le conquiste avvennero lentamente, nell’arco di 700 anni attraverso tre fasi: la monarchia, la repubblica e l’impero.

Il mondo di allora

Sotto l’imperatore Traiano nel 115 d.C l’impero romano conobbe la sua massima espansione, si estendeva dalla Scozia fino ai margini dell’Iran e dal Sahara fino al Mar del Nord. Ovunque la lingua ufficiale era il latino, ovunque si pagava in sesterzi e ovunque la legge era soltanto quella romana. La popolazione di questo impero coì grande era relativamente poco numerosa: arrivava appena a 50 milioni di abitanti, quasi quanti ce ne sono oggi in Italia. A difesa di questo mondo c’erano le legioni che stanziavano nei punti più delicati dell’Impero. Il cuore di tutto questo era Roma, posta al centro dell’impero, una città ricca di cultura letteraria, giuridica e filosofica; qui si poteva incontrare persone diversissime, dalle ricche matrone nelle lettighe, medici greci, senatori, marinai spagnoli, sacerdoti egizi, schiavi e prostitute. Roma era la città più popolosa del pianeta con 1 milione e mezzo di abitanti.

La Civiltà di Roma - La Domus | Civica Galleria Figurino Storico
La Domus

La Domus, la casa dei patrizi

I patrizi abitavano in bellissime case, le domus, composte da vari ambienti. L’ingresso, posto su un lato corto, conduceva nell’atrio, una specie di cortile con al centro l’impluvio, una vasca per raccogliere l’acqua piovana. Ai lati dell’atrio si trovavano i cubicoli, le camere da letto con le pareti affrescate e i pavimenti decorati con i mosaici. Il triclinio era la sala dei banchetti vicino alla cucina, dove lavoravano come domestici molti schiavi. Le domus erano riscaldate grazie a tubi di terracotta incassati nelle pareti, in cui circolava aria calda.

La Civiltà di Roma - L'Insula | Civica Galleria Figurino Storico
L’Insula

L’Insula, la casa dei plebei

I plebei abitavano in condomini a più piani. L’insula sorgeva attorno ad un cortile dotato di fontana per attingere l’acqua, le stanze degli appartamenti, i cenacoli, erano piccole e poco illuminate e ospitavano famiglie intere. Erano calde d’estate e fredde d’inverno e per riscaldarsi i plebei dovevano accendere braceri, a causa dei quali gli incendi erano all’ordine del giorno. Non c’erano bagni e per i bisogni si usavano un vaso che veniva vuotato direttamente in strada. Al pian terreno c’erano le botteghe degli antiquari, chiamate taberne.

 

Roma come… un grande campeggio!

Le abitazioni degli antichi romani erano piccole, buie e senza servizi igienici, quindi la stragrande maggioranza della gente era obbligata a uscire di casa per usufruire dei servizi pubblici collettivi, esattamente come nei camping di oggi; la conseguenza era che le strade erano sempre piene. Era un modo di vivere la città che oggi non conosciamo più.

La Civiltà di Roma - Le Strade | Civica Galleria Figurino Storico
Le Strade

Le strade di Roma

Le strade erano larghe, ben fatte, lastricate di pietra e permettevano di superare montagne e fiumi, rendendo lo spostamento dell’esercito rapido e più efficiente il commercio. Le strade venivano utilizzate anche dai corrieri a cavallo per il servizio di posta. Ogni 10-15 km si trovavano le locande in cui era possibile rifocillarsi e cambiare i cavalli.

 

La Civiltà di Roma - Foro Boario | Civica Galleria Figurino Storico
Il Foro Boario

Il Foro Boario, il mercato del bestiame

Il mercato del bestiame era veramente enorme, si svolgeva in una piazza ricoperta da una distesa di bancarelle, recinti, casupole; la carne era esposta in banconi privi di qualsiasi igiene. I buoi, le mucche e anche i cavalli erano più bassi dei nostri; se un antico romano visitasse una nostra fattoria sarebbe impressionato dalle dimensioni enormi dei nostri animali.

 

La Civiltà di Roma - Mercato degli Schiavi | Civica Galleria Figurino Storico
Il mercato degli schiavi

Il mercato degli schiavi

Come molti popoli dell’antichità, i romani avevano gli schiavi. Si trattavano di uomini, donne e bambini fatti prigionieri durante la guerra, bambini abbandonati e anche cittadini indebitati. Lo schiavo non aveva nessun diritto, il padrone poteva acquistarlo, affittarlo o venderlo, picchiarlo e ucciderlo. A Roma e nelle grandi città, i mercanti vendevano gli schiavi all’asta, il loro valore dipendeva dal sesso e dal mestiere che svolgeva: si andava da una media di 2000 sesterzi fino ad un milione per un medico.

 

La Civiltà di Roma - Il Foro | Civica Galleria Figurino Storico
Il Foro

Il Foro romano

Il cuore della città era il Foro, che si presentava come una grande spianata di colore bianco abbagliante che si sposava magnificamente con l’azzurro del cielo. In mezzo al foro si trovavano alberi, bellissime statue, monumenti, il senato e il Tribunale. Il foro era anche il giornale dell’epoca: qui si apprendeva notizie, si parlava di politica e per i ricchi era il palcoscenico per ostentare la propria opulenza.

 

La Civiltà di Roma - I WC nell'antica Roma | Civica Galleria Figurino Storico
I WC nell’antica Roma

I “WC” nell’antica Roma

La maggior parte degli abitanti di Roma non avevano il gabinetto in casa, per cui l’unica soluzione era andare nelle latrine pubbliche. Quello che più stupisce di questi gabinetti era la totale mancanza di privacy, tutti si sedevano su un lungo bancone di marmo, uno accanto all’altro mentre “espletavano” si chiacchierava con il vicino o si raccontava barzellette.

 

La Civiltà di Roma - I massacri nell'anfiteatro | Civica Galleria Figurino Storico
I massacri nell’anfiteatro

I massacri nell’Anfiteatro

I romani seguivano con passione lo spettacolo della lotta tra gladiatori che si svolgevano negli anfiteatri, il più grande era il Colosseo. I gladiatori erano per lo più prigionieri di guerra oppure plebei molto robusti che per soldi affrontavano i combattimenti. Qualche volta i gladiatori combattevano contro belve feroci che arrivavano a Roma dalle province africane. Il Colosseo è rimasto in uso ininterrottamente anche per 120 giorni, durante i quali sono stati uccisi ben 11.000 belve e 10.000 gladiatori.
Come venivano smaltiti tutti questi cadaveri? Gettandoli nei dirupi o utilizzando le carcasse degli animali come cibo per le classi povere.

La Civiltà di Roma - Gli acquedotti | Civica Galleria Figurino Storico
Gli acquedotti

Gli Acquedotti

I romani costruirono numerosi acquedotti per il rifornimento idrico della città, in epoca imperiale a Roma giungevano 11 acquedotti. Per prima cosa si cercavano sorgenti poste in collina, poi si incanalava l’acqua in un condotto costruito in modo da avere una certa pendenza lungo tutto il tragitto, era importante che la pendenza rimanesse costante per mantenere la giusta pressione. All’ingrasso della città, l’acqua era raccolta in serbatoi e poi distribuita.

 

La Civiltà di Roma - Le Terme | Civica Galleria Figurino Storico
Le Terme

Le Terme

A Roma poche abitazioni avevano i servizi igienici, per cui la gente frequentavano gli stabilimenti termali: potevano entrare patrizi, plebei, donne e bambini. Alle terme non si andava soltanto per curare l’igiene del corpo, ma anche per l’attività sportiva, parlare e concludere affari. Le sale e l’acqua erano riscaldate da fornaci sotterranee alimentate dagli schiavi. Dopo essersi spogliato in una sala apposita, il cliente entrava nel calidarium, locale caldo e denso di vapore, poi si rinfrescava nel tiepidarium, locale tiepido dove alcuni inservienti gli massaggiavano il corpo con oli e unguenti, infine entravano nel frigidarium, per fare un bagno freddo e riattivare la circolazione del sangue.

La Civiltà di Roma - Merci da tutto l'Impero | Civica Galleria Figurino Storico
Merci da tutto l’Impero

Merci provenienti da tutto l’Impero

Il commercio era molto attivo grazie alle strade, alle vie di trasporto sui fiumi e ai porti del Mediterraneo. Roma esportava vino, olio, cereali e oggetti di oreficeria; importava lino dall’Egitto, seta dalla Cina, cotone dall’India, spezie e perle dall’Estremo Oriente, anche il grano veniva importato e i paesi fornitori erano il Nord Africa e l’Egitto, da dove partivano le navi onorarie cariche di grano per arrivare al porto di Ostia e veniva depositato nei grandi magazzini della città.

 

La Civiltà di Roma - l'Esercito romano | Civica Galleria Figurino Storico
l’Esercito romano

L’Esercito Romano

Nei primi tempi a Roma non esisteva un vero e proprio esercito. Le guerre che Roma dovette sostenere all’inizio erano dei piccoli scontri con le città confinanti, che si risolvevano con devastazioni di campi e furti di bestiame. Erano dunque le famiglie dei patrizi dei patrizi a fare la guerra: soltanto esse possedevano terreni da difendere e denaro per acquistare armi e cavalli, solo più tardi Roma costituì un esercito vero e proprio. La popolazione fu divisa in classi sociali ed ognuna doveva fornire uomini per la difesa di Roma. L’esercito era diviso in legioni, termine che significava “gruppo scelto”, il servizio militare durava 20 anni e venivano arruolati tutti i maschi tra i 17 e i 46 anni. Quando la legione scendeva in battaglia, veniva schierata su quattro file: davanti vi erano i legionari armati di frecce e fionde; seguivano quelli armati di giavellotti; poi c’erano i soldati più anziani ed esperti; chiudevano lo schieramento i fanti scelti che intervenivano nel momento finale della battaglia con armi corte per la lotta corpo a corpo. La cavalleria si disponeva sui lati dello schieramento per accerchiare la fanteria avversaria, una famosa tecnica di combattimento era la testuggine, in cui i soldati avanzavano in file strette alzando lo scudo sopra la testa per evitare le frecce dei nemici. Per attaccare le mura difensive di una città, i romani utilizzavano le macchine da guerra, come le catapulte, l’ariete e la torre mobile.

La Civiltà di Roma - Invasioni Barbariche | Civica Galleria Figurino Storico
Le Invasioni Barbariche

La fine dell’Impero Romano d’Occidente e le invasioni barbariche

Tra il 300 e il 500 d. C l’impero romano d’Occidente fu invaso da popolazioni nomadi, i Germani, che i romani chiamavano Barbari. I romani non furono capaci di resistere ai Germani perché l’impero era diventato troppo grande, per governarlo servivano tanti funzionari e per difendere i confini un grande esercito, per questo ci voleva molto denaro e le tasse erano sempre di più; molti cittadini romani non riuscivano più a pagare le tasse e lo Stato si impoveriva. Per queste cause nel 476 l’Impero Romano d’Occidente finì e il suo territorio fu diviso tra le varie tribù dei germani.

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