mercoledì 22 novembre, 2017
Un nuovo modo di raccontare la Storia | Civica Galleria del Figurino Storico Banner | Civica Galleria del Figurino Storico
Autori Pubblicato daCivica Galleria del Figurino Storico

Civica Galleria del Figurino Storico

27 Articoli 0 COMMENTI
La Civica Galleria di Osimo, l'unico museo delle Marche nel suo genere, è un'aula didattica dove la storia può essere appresa tramite il figurino storico.

Corsari e pirati nei nostri mari | Civica Galleria del Figurino Storico
Corsari e pirati nei nostri mari | Civica Galleria del Figurino Storico

Prosegue la mostra itinerante su un particolare aspetto della marineria locale.

La mostra “CORSARI E PIRATI NEL NOSTRO MARE” si svolgerà dal 23 gennaio al 28 febbraio presso la Civica Galleria del Figurino Storico ad Osimo (AN) in via Fonte Magna 10.

Aperta il:
– sabato dalle 18 alle 19.30
– domenica dalle 10 alle 12.30 e dalle 18 alle 19.30
– su richiesta telefonando ai numeri: 3474109169 o 800228800 (n° verde) – email: info@figurinostorico.it

Corsari e pirati nei nostri mari | Civica Galleria del Figurino Storico

Mostra fotografica e di Modellismo 70° Fine della IIa Guerra Mondiale | Civica Galleria del Figurino Storico
Mostra fotografica e di Modellismo 70° Fine della IIa Guerra Mondiale | Civica Galleria del Figurino Storico

Si terrà nei locali della Civica Galleria del Figurino Storico ad Osimo (AN), dal 25 Aprile al 2 Giugno, la mostra fotografica e di modellismo dedicata al 70° anniversario della fine della IIa Guerra Mondiale.

Le foto ripercorreranno le fasi cruciali del conflitto svoltesi nella nostra regione, tra cui il bombardamento di Ancona e le importanti battaglie della linea Gotica di Ascoli Piceno e Pesaro.
La mostra fotografica sarà associata ad una mostra di modellismo, nella quale sarà possibile ammirare alcuni mezzi militari dell’epoca riprodotti in scala: aerei, carri armati e blindati, e molto altro ancora.
Senza dimenticare i nostri amati figurini storici e i vari diorami esposti nel museo!

L’evento ricordiamo è patrocinato dal Comune di Osimo e dall’Accademia di Oplologia e Militaria di Ancona a cui vanno i ns. più sentiti ringraziamenti per il sostegno apportato.

Vi aspettiamo numerosi alla Civica Galleria del Figurino Storico, dal 25 Aprile al 2 Giugno:
– il sabato dalle 17 alle 20;
– la domenica dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 20
Visite su prenotazione, telefonando all’ufficio turistico di Osimo: 800228800 (n° verde).

INGRESSO GRATUITO!

Mostra fotografica e di Modellismo 70° Fine della IIa Guerra Mondiale | Civica Galleria del Figurino Storico
Mostra fotografica e di Modellismo 70° Fine della IIa Guerra Mondiale | Civica Galleria del Figurino Storico

Donazione dei cimeli di guerra | Civica Galleria del Figurino Storico
Donazione dei cimeli di guerra | Civica Galleria del Figurino Storico

Aprilia rischia di perdere la collezione di reperti storici se entro pochi giorni in Comune non si impegnerà nella realizzazione di un’esposizione permanente

Vogliamo porgere la ns. solidarietà alla sig.ra Bonacini nel caso in cui il suo l’appello rimanesse inascoltato; aggiungiamo inoltre che la Civica Galleria del Figurino Storico di Osimo sarebbe onorata di accogliere questa collezione nella propria struttura, regalando alla cittadinanza di Osimo un patrimonio storico culturale davvero notevole.

L’out out del presidente dell’associazione “Un ricordo per la pace”, Elisa Bonacini, scadrà a marzo. Se l’amministrazione non farà nulla, allora quel patrimonio appartenuto ad Ostilio Bonacini, fatto di reperti della guerra d’Africa e della seconda Guerra mondiale, che la famiglia è disposta a cedere a titolo gratuito per la collettività finirà altrove, nelle mani di comuni e musei di altre città disposti ad ospitarli. La lettera protocollata il 12 settembre 2014 parlava chiaro. Se l’amministrazione entro 6 mesi non avesse preso impegni concreti per acquistare nuove teche in vetro e nuovi manichini per ospitare la porzione di reperti rimasta fuori dall’esposizione permanente allestita presso l’Aula Magna del Rosselli, allora la famiglia avrebbe iniziato ad esportare altrove l’imponente collezione. Per ora da palazzo tutto tace. Presto la città potrebbe perdere un pezzo importante di storia, racchiusa nelle divise e nei cimeli della famiglia Bonacini.

L’ESPOSIZIONE AL ROSSELLI Già allestire la mostra permanente con i 300 pezzi oggi ospitati al Rosselli di via Carroceto non fu esattamente un gioco da ragazzi. Dopo la morte di Ostilio Bonacini, nel 1999, la famiglia cercò subito di coinvolgere l’amministrazione nel progetto volto a mettere a disposizione l’imponente collezione storica alla cittadinanza. Nel 2002 quei reperti furono ospitati presso l’Istituto Pascoli, ma nel 2008 per mutate esigenze la mostra venne dismessa e spostata, grazie all’interessamento dell’ex dirigente scolastico Giovanni Battista Galassi, all’interno dell’aula magna del Rosselli. Nel 2013 l’amministrazione impegnò 20 mila euro per l’acquisto di teche in vetro e manichini e quei 300 cimeli finalmente trovarono una collocazione definitiva. L’esposizione fu inaugurata nell’aprile 2013. “E’ bene ricordare -spiega Elisa Bonacini- che questa importante esposizione nulla altro è costata ai cittadini di Aprilia. Nulla è costato all’Amministrazione il lungo ed accurato lavoro di inventariato del materiale con esperti del settore, iniziato da mio papà Ernesto Bonacini, e poi proseguito da mia mamma Franca Saccani, che tanto aveva a cuore “le cose” di mio fratello, figlio prediletto. Nulla è costato il lavoro della mia Associazione “un ricordo per la pace” curatrice della mostra che ha offerto finora il proprio impegno con tanta passione e 0 finanziamenti, riuscendo ad avvalersi nel tempo di prestigiose partecipazioni di persone che generosamente sostengono l’Associazione condividendone finalità e valori. Nessun riconoscimento morale neanche per la divulgazione della storia e delle persone di Aprilia, che con tanta passione porto avanti da anni”.

L’ULTIMATUM DELLA FAMIGLIA BONACINI La mostra non è completa. Restano fuori altrettanti pezzi e nonostante la famiglia sia disponibile a donare tutto in favore della collettività, l’amministrazione non ha ancora risposto all’appello della famiglia, nonostante tra pochi giorni, allo scadere dell’ultimatum, tutti quei reperti potrebbero finire altrove. ”Voglio quindi riconfermare la volontà di affidare a titolo gratuito alla Città di Aprilia altro materiale della collezione storica Bonacini -si legge nella lettera protocollata il 12 settembre 2014- nelle finalità di completamento presso il “Rosselli” del progetto espositivo “Un ricordo per la pace” dal tema “Aprilia in guerra: la battaglia di Aprilia”. Si richiede quindi all’Amministrazione Comunale di Aprilia di accogliere questa opportunità a favore della collettività di Aprilia, offrendo il supporto finanziario per la realizzazione di nuove teche espositive con almeno 20 tra manichini e busti. Si richiede anche il patrocinio per la realizzazione di un progetto di struttura informativa multimediale (plurilingue) in continuità dell’esposizione, con la descrizione dei reperti esposti, le documentazioni, i video tematici e le ricerche condotte anche dalla mia Associazione sulla storia di Aprilia nel periodo di guerra. Si richiede pure il patrocinio per la realizzazione di un sito internet in collegamento con il Comune di Aprilia, quale museo virtuale fruibile da visitatori di tutto il mondo, in un’ottica di promozione internazionale delle peculiarità e delle eccellenze della Città di Aprilia. La famiglia Bonacini, dopo 15 anni dalla perdita del loro congiunto e dalla presentazione del progetto espositivo a favore della cittadinanza di Aprilia, quantifica in 6 mesi il tempo massimo per la realizzazione di tale progetto. In caso negativo, si rivolgerà ad altre strutture museali nazionali o estere in grado di accogliere dignitosamente e di valorizzare l’importante collezione storica”.

Scritto da Gen. Massimo Coltrinari

Conferenza
Conferenza "Un anconetano nella rossa avanguardia delle Argonne" | Civica Galleria del Figurino Storico

La Civica Galleria del Figurino Storico di Osimo pone all’attenzione dei propri utenti la conferenza dedicata a Lamberto Duranti, che si terrà il 17 gennaio ore 17.00 presso la “Società Operaia” di Castel D’Emilio.
Duranti, eroe anconetano della Grande Guerra, ha avuto il triste primato di essere il primo giornalista italiano caduto nel conflitto.
Porteranno i saluti il Console di Francia di Ancona, il Presidente della Società’ Operaia di Castel D’Emilio, il Presidente della Accademia di Oplologia e Militaria.
La Conferenza sara’ tenuta dal Gen. Massimo Coltrinari, socio della Società Operaia, storico e sostenitore della Civica Galleria del Figurino Storico.

Tutta la cittadinanza è invitata a partecipare!

Per maggiori informazioni:
info@figurinostorico.it
cervinocause@libero.it

Apprendere la Storia divertendosi: obiettivo la Scuola! | Civica Galleria del Figurino Storico
Apprendere la Storia divertendosi: obiettivo la Scuola! | Civica Galleria del Figurino Storico

In un mondo globalizzato, lo studio della storia è sempre più indispensabile per capire le origini delle civiltà e questo è il nostro obiettivo primario.

Con la denominazione “Civica Galleria del Figurino Storico” si vuole appunto sottolineare la creazione di un vero centro museale, l’unico nelle Marche, sulla base di un progetto condiviso tra l’Assessorato alla Cultura del Comune di Osimo, la società Parko spa che gestisce il trasporto pubblico locale e l’associazione La Tavola Rotonda, impostato sullo stile dei grandi musei, come lo Stibbert di Firenze e quello di Calenzano, dove il figurino storico viene utilizzato come strumento didattico e invito allo studio della storia.

Gli obbiettivi della Civica Galleria osimana sono i medesimi, ma un’attenzione particolare è rivolta alle scuole, soprattutto elementari e medie, dove lo studio di questa materia da parte dei bambini avviene spesso in modo mnemonico; ebbene, l’utilizzo del figurino storico vuole essere uno strumento didattico integrativo al libro di scuola e il nostro locale diventare una sorta di aula didattica, dove i bambini si possono appassionare a questa disciplina.

Le origini del Figurino Storico | Civica Galleria Figurino Storico
Le origini del Figurino Storico | Civica Galleria Figurino Storico

Le prime notizie di soldatini piatti in stagno si hanno durante il regno di Luigi XIV, ma sarà durante il 1700 nei paesi di lingua tedesca il centro dello sviluppo dei soldatini a “tutto tondo” in piombo. Con i primi anni del 1900 essi furono progressivamente sostituiti da quelli in “pasta”, costituiti da un miscuglio di cartapesta, segatura e colla di pesce.

La grande rivoluzione del mondo dei soldatini si ebbe a partire dagli anni ’60, con l’introduzione della plastica, dove il soldatino diventa un fenomeno di massa e con la comparsa delle scatole di montaggio, i modellisti potevano creare i primi diorami.

Gli anni ’70 portarono ulteriori cambiamenti, grazie ai giochi di simulazione o war games, dove il soldatino si allontana sempre più dal mondo infantile per incontrare quello degli adulti. Oggi si è compiuta la separazione tra il soldatino come giocattolo dal figurino storico come oggetto da collezione.

Intervista all'avvocato Gianluca Mengoni sul progetto didattico legato alla Civica Galleria del Figurino Storico di Osimo.

Intervista all'Avvocato Gianluca Mengoni | Civica Galleria del Figurino Storico
Intervista all'Avvocato Gianluca Mengoni | Civica Galleria del Figurino Storico

Di seguito il podcast dell’intervista condotta da Valeria Dentamaro all’avvocato Gianluca Mengoni durante la puntata del 15/11/2012 della trasmissione radiofonica “Magazine 2.0” (agoradio.it). Nell’occasione vengono illustrate tutte le iniziative e lo spirito didattico della Civica Galleria del Figurino Storico. Buon ascolto!

Conferenza
Conferenza "Capire la Grande Guerra" | Civica Galleria del FIgurino Storico

La Civica Galleria del Figurino Storico di Osimo vi segnala questa interessante conferenza che si terrà venerdì 16 gennaio a Polverigi ore 21.00 presso la sala de consiglio comunale: “Capire la Grande Guerra. Percorso per immagini, parole e documenti”.

Relatori dell’evento saranno il nostro amico Gen. MASSIMO COLTRINARI, dell’università “La Sapienza” di Roma, che tratterà fatti e vicende dalle Ardenne al Patto di Londra, e il Prof. MARCO SEVERINI, dell’universitò di Macerata, che focalizzerà il suo intervento su la settimana rossa di Ancona.
Introduzione a cura del Prof. SERGIO RIGOTTI.

Per maggiori informazioni:
info@figurinostorico.it
cervinocause@libero.it

200° Anniversario dell'Arma dei Carabinieri | Civica Galleria Figurino Storico
200° Anniversario dell'Arma dei Carabinieri | Civica Galleria Figurino Storico

La Civica Galleria del Figurino Storico di Osimo e l’Accademia di Oplologia di Ancona festeggiano il bicentenario dell’Arma dei Carabinieri.

L’accademia di Oplologia e Militaria è nata ad Ancona nel 1999 grazie alla passione di alcuni esperti nel campo delle armi, delle armature, delle uniformi e della Storia: oggi l’Accademia annovera in tutte le Marche più di 50 soci, ognuno competente in un ben preciso settore oplologico.

Per l’occasione del 200° dell’Arma è possibile visitare sia la mostra di Agugliano dedicata all’evento (la mostra resterà aperta tutti i giorni sino al 29 Novembre con orario 17.00-19.45, ingresso libero) ma anche il nostro Museo di Osimo, dove vi ricordiamo troverete esposti oltre 100 modellini di auto dei Carabinieri, donati dal capitano Marco Belladonna di Perugia al quale vanno i nostri più sentiti ringraziamenti.

200° Anniversario dell'Arma dei Carabinieri - Fiat Brava | Civica Galleria Figurino Storico
200° Anniversario dell’Arma dei Carabinieri – Fiat Brava
200° Anniversario dell'Arma dei Carabinieri - Fiat 1100 | Civica Galleria Figurino Storico
200° Anniversario dell’Arma dei Carabinieri – Fiat 1100
200° Anniversario dell'Arma dei Carabinieri - Fiat 600 | Civica Galleria Figurino Storico
200° Anniversario dell’Arma dei Carabinieri – Fiat 600
200° Anniversario dell'Arma dei Carabinieri - Automitragliatrice Ansaldo | Civica Galleria Figurino Storico
200° Anniversario dell’Arma dei Carabinieri – Automitragliatrice Ansaldo
200° Anniversario dell'Arma dei Carabinieri - Alfa Romeo Giulia | Civica Galleria Figurino Storico
200° Anniversario dell’Arma dei Carabinieri – Alfa Romeo Giulia
200° Anniversario dell'Arma dei Carabinieri - Alfa Romeo F2 | Civica Galleria Figurino Storico
200° Anniversario dell’Arma dei Carabinieri – Alfa Romeo F2

I Babilonesi | Civica Galleria Figurino Storico
I Babilonesi | Civica Galleria Figurino Storico

Verso il 2000 a.C i Sumeri dovettero subire l’invasione di una popolazione nomade, gli Amorrei. La loro capitale, Babilonia, sorgeva lungo l’Eufrate e attorno al 1800 c.C il re di Babilonia, Hammurabi, riunì tutte le città-stato sotto il proprio potere e fondò il primo grande Impero Babilonese.

La capitale Babilonia era circondata da una doppia cinta di mura, su cui si aprivano porte di bronzo, decorate con orti e smalti. Tra queste la più importante era la porta di Ishtar, alta 12 metri, ricoperta di mattonelle smaltate a colori vivaci e ornata di tori e animali favolosi. Smontata pezzo a pezzo da una spedizione archeologica tedesca, è stata ricostruita nel Museo di Berlino.

Il palazzo del re e le case dei ricchi babilonesi erano abbellite da decorazioni sontuose. Nella città sorgevano gli splendidi giardini pensili, una delle sette meraviglie del mondo antico, costruiti su terrazze. Al centro della città sorgevano la grande ziqqurat dedicata al dio Marduk, protettore della città.

Nella museo della Civica Galleria del Figurino Storico troverete una ricostruzione di Babilonia dove, tramite il soldatino, ne verranno illustrati la storia, gli usi e costumi e gli elementi architettonici che l’hanno resa una delle più famose città del passato.

Gli Egizi | Civica Galleria Figurino Storico
Gli Egizi | Civica Galleria Figurino Storico

La civiltà degli Egizi nacque attorno al 3500 a.C in Egitto, in Africa settentrionale, nella valle percorsa dal fiume Nilo. L’Egitto era chiamata il “paese delle due terre”, ma le uniche terre che gli Egizi potevano coltivare erano quelle lungo i fiumi. In estate il Nilo era in piena, usciva dagli argini e allagava la pianura circostante. Quando si ritirava, lasciva sul terreno un fango scuro, il limo, una sostanza ricca di sali minerali che rendeva fertile il terreno. Le piene del Nilo erano causate dalle grandi piogge che ogni anno cadevano nelle terre prossime all’Equatore. Gli antichi che mai si erano spinti tanto lontano, non conoscevano questo fenomeno: essi perciò credevano ad una specie di prodigio compiuto tutti gli anni dal fiume per poter irrigare le terre circostanti. Ecco perché gli Egizi adoravano il Nilo come un dio benefico e avevano diviso l’anno in tre stagioni: della ste, dell’inondazione e della semina.

Le Piramidi

I faraoni venivano seppelliti nelle piramidi. Gli architetti progettavano la piramide non appena il nuovo faraone saliva al trono, perché per costruirla servivano decenni. Si apriva un cantiere ben organizzato in cui lavoravano migliaia di uomini. Le piramidi erano costruite con grandi blocchi di pietra e rivestite con lastre di calcare bianco, al loro interno c’erano cunicoli e trabocchetti che dovevano servire per nascondere ai ladri il ricco corredo e il corpo del faraone. Nel periodo del nuovo regno, per evitare furti sempre più frequenti, si cominciarono a scavare tombe sotterranee, nella zona ad Ovest del Nilo che da allora prese il nome di “Valle dei Re”. Oggi abbiamo una sola tomba intatta, quella del faraone Tutankhamon. La costruzione della piramide avveniva nel seguente modo:

Gli Egizi | Civica Galleria Figurino Storico
Gli Egizi

1. nelle cave di pietra gli operai staccavano i grandi blocchi e li sagomavano;
2. se la cava era lontana dal luogo di costruzione, i blocchi venivano trasportati lungo il Nilo su barconi o caricati su slitte;
3. le slitte venivano trascinate lungo le rampe fino all’altezza desiderata;
4. architetti e sorveglianti dirigevano le attività dal cantiere

Nella nostra aula didattica è possibile vedere una ricostruzione dell’Egitto dell’epoca dei faraoni. Con l’ausilio del figurino storico verranno riproposte tutte le fasi della costruzione delle piramidi egizie e sottolineata l’importanza del fiume Nilo nella vita degli antichi Egizi.

La Guerra di Troia | Civica Galleria Figurino Storico
La Guerra di Troia | Civica Galleria Figurino Storico

Nel 1450 a.C la città di Troia si trovava in una posizione privilegiata, in prossimità dello stretto dei Dardanelli, quindi poteva controllare il transito delle navi dal mar Egeo al mar Nero. Le navi micenee, se volevano attraversare lo stretto, dovevano pagare ai Troiani un costoso tributo. Allora, messe da parte le antiche discordie, le città greche fecero una coalizione e si impegnarono in una guerra volta a fermare la prepotenza di Troia. Formarono un esercito composto da tutti i re sotto la guida di Agamennone, re di Micene e strinsero d’assedio la città. I Troiani resistettero per 10 anni chiusi dentro le mura, ma alla fine gli Achei riuscirono ad entrare nella città e la incendiarono. I racconti che parlano della guerra di troia furono riuniti in forma scritta in due grandi poemi attribuiti al poeta Omero: l’Iliade e l’Odissea.

Il mito dell’Iliade

Aiutato da Afrodite la dea della bellezza, Paride, figlio del re di Troia, riuscì a rapire Elena, moglie del re di Sparta e a portarla a Troia. Gli Achei allora organizzarono contro Troia una spedizione con a capo Agamennone, la guerra durò 10 anni finchè un astuto acheo di nome Ulisse, re di Itaca, fece costruire un grande cavallo di legno che conteneva nel ventre alcuni soldati. Gli Achei finsero di partire per tornare in patria e lasciarono il cavallo sulla spiaggia. I troiani caddero nel tranello e fecero entrare il cavallo in città. Di notte i soldati micenei uscirono dal cavallo e aprirono le porte all’esercito che distrusse Troia incendiandola.

Il mito dell’Odissea

Ulisse partì in nave da Troia per ritornare nella sua isola di Itaca, dove l’aspettavano da 10 anni la moglie e il figlio. Ostacolato dal dio Poseidone, solo dopo molte peripezie l’eroe riuscì a ritornare in patria e abbracciare i suoi cari.

Una ricostruzione del cavallo di Troia all’interno della Civica Galleria del Figurino Storico aiuterà a comprendere meglio questo importante evento del passato

La Civiltà dei Greci e la Polis | Civica Galleria Figurino Storico
La Civiltà dei Greci e la Polis | Civica Galleria Figurino Storico

Intorno al 2200 a.C erano penetrati in Grecia i primi gruppi di Indoeuropei: gli Ioni, gli Eoli e gli Achei. Questi ultimi erano forti guerrieri, lavoravano il bronzo e conoscevano il cavallo. Fondarono sulle alture numerose città stato, indipendenti e con un governo autonomo, proprie leggi e un proprio esercito: la Polis.
Comuni a tutti i greci erano la lingua, la religione e molti costumi, tanto che si sentivano parte di un’unica civiltà, quella Ellenica.

La Polis comprendeva la città edificata e le terre circostanti, all’interno nella parte più alta sorgeva l’Acropoli, con i templi e gli edifici della pubblica amministrazione. Nella parte bassa della città, fra le case e le botteghe, si apriva una vasta piazza, l’agorà. Edifici pubblici importanti erano il teatro e il ginnasio, attorno alla città si estendeva la campagna.

Nella Civica Galleria del Figurino Storico di osimo è presente una fedele ricostruzione della Polis greca realizzata con i nostri soldatini.

La Civiltà di Roma | Civica Galleria Figurino Storico
La Civiltà di Roma | Civica Galleria Figurino Storico

Roma è stata definita “caput mundi”: capitale del mondo. Infatti questa città, sorta 2700 anni fa sulle sponde del fiume Tevere, riuscì a conquistare il dominio del mondo allora conosciuto. Come fu possibile? Quando Roma sorse non era che un piccolo villaggio di pastori, ma grazie ad un esercito formidabile e perfettamente organizzato e alla capacità di diffondere la propria cultura e le proprie forme di governo, riuscì ad ottenere il controllo di un territorio straordinariamente vasto. Le conquiste avvennero lentamente, nell’arco di 700 anni attraverso tre fasi: la monarchia, la repubblica e l’impero.

Il mondo di allora

Sotto l’imperatore Traiano nel 115 d.C l’impero romano conobbe la sua massima espansione, si estendeva dalla Scozia fino ai margini dell’Iran e dal Sahara fino al Mar del Nord. Ovunque la lingua ufficiale era il latino, ovunque si pagava in sesterzi e ovunque la legge era soltanto quella romana. La popolazione di questo impero coì grande era relativamente poco numerosa: arrivava appena a 50 milioni di abitanti, quasi quanti ce ne sono oggi in Italia. A difesa di questo mondo c’erano le legioni che stanziavano nei punti più delicati dell’Impero. Il cuore di tutto questo era Roma, posta al centro dell’impero, una città ricca di cultura letteraria, giuridica e filosofica; qui si poteva incontrare persone diversissime, dalle ricche matrone nelle lettighe, medici greci, senatori, marinai spagnoli, sacerdoti egizi, schiavi e prostitute. Roma era la città più popolosa del pianeta con 1 milione e mezzo di abitanti.

La Civiltà di Roma - La Domus | Civica Galleria Figurino Storico
La Domus

La Domus, la casa dei patrizi

I patrizi abitavano in bellissime case, le domus, composte da vari ambienti. L’ingresso, posto su un lato corto, conduceva nell’atrio, una specie di cortile con al centro l’impluvio, una vasca per raccogliere l’acqua piovana. Ai lati dell’atrio si trovavano i cubicoli, le camere da letto con le pareti affrescate e i pavimenti decorati con i mosaici. Il triclinio era la sala dei banchetti vicino alla cucina, dove lavoravano come domestici molti schiavi. Le domus erano riscaldate grazie a tubi di terracotta incassati nelle pareti, in cui circolava aria calda.

La Civiltà di Roma - L'Insula | Civica Galleria Figurino Storico
L’Insula

L’Insula, la casa dei plebei

I plebei abitavano in condomini a più piani. L’insula sorgeva attorno ad un cortile dotato di fontana per attingere l’acqua, le stanze degli appartamenti, i cenacoli, erano piccole e poco illuminate e ospitavano famiglie intere. Erano calde d’estate e fredde d’inverno e per riscaldarsi i plebei dovevano accendere braceri, a causa dei quali gli incendi erano all’ordine del giorno. Non c’erano bagni e per i bisogni si usavano un vaso che veniva vuotato direttamente in strada. Al pian terreno c’erano le botteghe degli antiquari, chiamate taberne.

 

Roma come… un grande campeggio!

Le abitazioni degli antichi romani erano piccole, buie e senza servizi igienici, quindi la stragrande maggioranza della gente era obbligata a uscire di casa per usufruire dei servizi pubblici collettivi, esattamente come nei camping di oggi; la conseguenza era che le strade erano sempre piene. Era un modo di vivere la città che oggi non conosciamo più.

La Civiltà di Roma - Le Strade | Civica Galleria Figurino Storico
Le Strade

Le strade di Roma

Le strade erano larghe, ben fatte, lastricate di pietra e permettevano di superare montagne e fiumi, rendendo lo spostamento dell’esercito rapido e più efficiente il commercio. Le strade venivano utilizzate anche dai corrieri a cavallo per il servizio di posta. Ogni 10-15 km si trovavano le locande in cui era possibile rifocillarsi e cambiare i cavalli.

 

La Civiltà di Roma - Foro Boario | Civica Galleria Figurino Storico
Il Foro Boario

Il Foro Boario, il mercato del bestiame

Il mercato del bestiame era veramente enorme, si svolgeva in una piazza ricoperta da una distesa di bancarelle, recinti, casupole; la carne era esposta in banconi privi di qualsiasi igiene. I buoi, le mucche e anche i cavalli erano più bassi dei nostri; se un antico romano visitasse una nostra fattoria sarebbe impressionato dalle dimensioni enormi dei nostri animali.

 

La Civiltà di Roma - Mercato degli Schiavi | Civica Galleria Figurino Storico
Il mercato degli schiavi

Il mercato degli schiavi

Come molti popoli dell’antichità, i romani avevano gli schiavi. Si trattavano di uomini, donne e bambini fatti prigionieri durante la guerra, bambini abbandonati e anche cittadini indebitati. Lo schiavo non aveva nessun diritto, il padrone poteva acquistarlo, affittarlo o venderlo, picchiarlo e ucciderlo. A Roma e nelle grandi città, i mercanti vendevano gli schiavi all’asta, il loro valore dipendeva dal sesso e dal mestiere che svolgeva: si andava da una media di 2000 sesterzi fino ad un milione per un medico.

 

La Civiltà di Roma - Il Foro | Civica Galleria Figurino Storico
Il Foro

Il Foro romano

Il cuore della città era il Foro, che si presentava come una grande spianata di colore bianco abbagliante che si sposava magnificamente con l’azzurro del cielo. In mezzo al foro si trovavano alberi, bellissime statue, monumenti, il senato e il Tribunale. Il foro era anche il giornale dell’epoca: qui si apprendeva notizie, si parlava di politica e per i ricchi era il palcoscenico per ostentare la propria opulenza.

 

La Civiltà di Roma - I WC nell'antica Roma | Civica Galleria Figurino Storico
I WC nell’antica Roma

I “WC” nell’antica Roma

La maggior parte degli abitanti di Roma non avevano il gabinetto in casa, per cui l’unica soluzione era andare nelle latrine pubbliche. Quello che più stupisce di questi gabinetti era la totale mancanza di privacy, tutti si sedevano su un lungo bancone di marmo, uno accanto all’altro mentre “espletavano” si chiacchierava con il vicino o si raccontava barzellette.

 

La Civiltà di Roma - I massacri nell'anfiteatro | Civica Galleria Figurino Storico
I massacri nell’anfiteatro

I massacri nell’Anfiteatro

I romani seguivano con passione lo spettacolo della lotta tra gladiatori che si svolgevano negli anfiteatri, il più grande era il Colosseo. I gladiatori erano per lo più prigionieri di guerra oppure plebei molto robusti che per soldi affrontavano i combattimenti. Qualche volta i gladiatori combattevano contro belve feroci che arrivavano a Roma dalle province africane. Il Colosseo è rimasto in uso ininterrottamente anche per 120 giorni, durante i quali sono stati uccisi ben 11.000 belve e 10.000 gladiatori.
Come venivano smaltiti tutti questi cadaveri? Gettandoli nei dirupi o utilizzando le carcasse degli animali come cibo per le classi povere.

La Civiltà di Roma - Gli acquedotti | Civica Galleria Figurino Storico
Gli acquedotti

Gli Acquedotti

I romani costruirono numerosi acquedotti per il rifornimento idrico della città, in epoca imperiale a Roma giungevano 11 acquedotti. Per prima cosa si cercavano sorgenti poste in collina, poi si incanalava l’acqua in un condotto costruito in modo da avere una certa pendenza lungo tutto il tragitto, era importante che la pendenza rimanesse costante per mantenere la giusta pressione. All’ingrasso della città, l’acqua era raccolta in serbatoi e poi distribuita.

 

La Civiltà di Roma - Le Terme | Civica Galleria Figurino Storico
Le Terme

Le Terme

A Roma poche abitazioni avevano i servizi igienici, per cui la gente frequentavano gli stabilimenti termali: potevano entrare patrizi, plebei, donne e bambini. Alle terme non si andava soltanto per curare l’igiene del corpo, ma anche per l’attività sportiva, parlare e concludere affari. Le sale e l’acqua erano riscaldate da fornaci sotterranee alimentate dagli schiavi. Dopo essersi spogliato in una sala apposita, il cliente entrava nel calidarium, locale caldo e denso di vapore, poi si rinfrescava nel tiepidarium, locale tiepido dove alcuni inservienti gli massaggiavano il corpo con oli e unguenti, infine entravano nel frigidarium, per fare un bagno freddo e riattivare la circolazione del sangue.

La Civiltà di Roma - Merci da tutto l'Impero | Civica Galleria Figurino Storico
Merci da tutto l’Impero

Merci provenienti da tutto l’Impero

Il commercio era molto attivo grazie alle strade, alle vie di trasporto sui fiumi e ai porti del Mediterraneo. Roma esportava vino, olio, cereali e oggetti di oreficeria; importava lino dall’Egitto, seta dalla Cina, cotone dall’India, spezie e perle dall’Estremo Oriente, anche il grano veniva importato e i paesi fornitori erano il Nord Africa e l’Egitto, da dove partivano le navi onorarie cariche di grano per arrivare al porto di Ostia e veniva depositato nei grandi magazzini della città.

 

La Civiltà di Roma - l'Esercito romano | Civica Galleria Figurino Storico
l’Esercito romano

L’Esercito Romano

Nei primi tempi a Roma non esisteva un vero e proprio esercito. Le guerre che Roma dovette sostenere all’inizio erano dei piccoli scontri con le città confinanti, che si risolvevano con devastazioni di campi e furti di bestiame. Erano dunque le famiglie dei patrizi dei patrizi a fare la guerra: soltanto esse possedevano terreni da difendere e denaro per acquistare armi e cavalli, solo più tardi Roma costituì un esercito vero e proprio. La popolazione fu divisa in classi sociali ed ognuna doveva fornire uomini per la difesa di Roma. L’esercito era diviso in legioni, termine che significava “gruppo scelto”, il servizio militare durava 20 anni e venivano arruolati tutti i maschi tra i 17 e i 46 anni. Quando la legione scendeva in battaglia, veniva schierata su quattro file: davanti vi erano i legionari armati di frecce e fionde; seguivano quelli armati di giavellotti; poi c’erano i soldati più anziani ed esperti; chiudevano lo schieramento i fanti scelti che intervenivano nel momento finale della battaglia con armi corte per la lotta corpo a corpo. La cavalleria si disponeva sui lati dello schieramento per accerchiare la fanteria avversaria, una famosa tecnica di combattimento era la testuggine, in cui i soldati avanzavano in file strette alzando lo scudo sopra la testa per evitare le frecce dei nemici. Per attaccare le mura difensive di una città, i romani utilizzavano le macchine da guerra, come le catapulte, l’ariete e la torre mobile.

La Civiltà di Roma - Invasioni Barbariche | Civica Galleria Figurino Storico
Le Invasioni Barbariche

La fine dell’Impero Romano d’Occidente e le invasioni barbariche

Tra il 300 e il 500 d. C l’impero romano d’Occidente fu invaso da popolazioni nomadi, i Germani, che i romani chiamavano Barbari. I romani non furono capaci di resistere ai Germani perché l’impero era diventato troppo grande, per governarlo servivano tanti funzionari e per difendere i confini un grande esercito, per questo ci voleva molto denaro e le tasse erano sempre di più; molti cittadini romani non riuscivano più a pagare le tasse e lo Stato si impoveriva. Per queste cause nel 476 l’Impero Romano d’Occidente finì e il suo territorio fu diviso tra le varie tribù dei germani.

Eventi in Programma